Errori con la CAA: cosa non fare
18-12-2022 15:54 La voce di SitSardegna

Errori con la CAA: cosa non fare

CAA non è imprigionare in un ambiente obbligando l’uso di una immagina, struttura comunicativa, utilizzare strumenti perché quelli si hanno a disposizione…

Comunicare e CAA significa fare in modo di poter agire nell’ambiente, di interagire con l’ambiente per comunicare con alternative.

In molti ci hanno chiesto cosa sia la CAA, la comunicazione aumentativa alternativa, quali siano gli strumenti che si devono o possono usare e quali da evitare.

Ricordando prima di tutto che non vogliamo sostituire il ruolo di un professionista del settore (logopedista ecc), ecco cosa abbiamo imparato dai corsi seguiti… quelle nozioni che, più che altro apprese frequentando corsi stranieri, ci hanno anche permesso di estendere le funzioni di Felicitous per essere usato anche nella CAA senza alcuna discriminazione: la CAA non è il simbolo, non è l’immagine usata per definire un bisogno, una azione, una conseguenza o quale altro elemento.

Le immagini, i simboli, vengono chiamati rinforzi nella CAA, ma non definiscono univocamente la CAA.

I rinforzi, inoltre, possono essere di vario tipo, non è solo l’immagine IL rinforzo utilizzabile (l’immagine è il rinforzo più comune, vero, ma non l’unico anche perché non troverebbe verità in determinate situazione). Immagini, segni, simboli, parole, gestualità, espressioni mimiche e posturali, contatti oculari, indicatori paralinguistici.

La CAA è un approccio alla comunicazione, aumentativa ed alternativa appunto, che ha varie sfaccettature, varie forme, ma il cui scopo è sempre lo stesso: comunicare.

Cosa significa comunicare? Comunicare, anche qui, non è solo esprimere un bisogno, azione ecc selezionando una, due o tre immagini in sequenza magari con quell’altro supporto/rinforzo individuabile in un audio. Comunicare è molto di più!

Da questo momento, per un giorno interno, potrai parlare solo ed esclusivamente indicando immagini. Non potrai fare altro se non comunicare indicando immagini presenti in una scheda che, prima, dovrai creare e poi stampare oppure da usare nello stesso software Felicitous. Alla fine di questa giornata noterai quanto il tutto sia stato limitante per te. Perché? Perché ti è stato offerto un unico canale per comunicare… o meglio: sei stato obbligato a comunicare in quella determinata maniere e con quelle determinate schede/immagini.

Non è quello che si deve fare, quello non è lo scopo della CAA.

La CAA si pone come scopo quello di offrire una alternativa a quella che è la capacità comunicativa principale dell’uomo… il linguaggio verbale.

Un altro errore che si commette è di voler attribuire alla CAA lo scopo di sostituire il linguaggio verbale: non lo deve sostituire ma lo deve raggiungere alternativamente.

Come? Ad esempio, ma non unicamente, utilizzando immagini/simboli ed a questi associando un altro rinforzo vocale (il parlato).

Cosa deve fare la CAA?

Sviluppare le abilità nella comunicazione, non limitandole ad uno o più simboli: questo perché, alla lunga, obbligherà la persona ad esprimersi unicamente con quei simboli (azioni, bisogni ecc tutti limitati e ben definiti).

Non deve avere prerequisiti: per comunicare devi sapere fare questo, quello e quell’altro. Devi necessariamente disporre di questa e quell’altra capacità. Assolutamente no ed a dir poco disastroso!

Deve permettere di agire e non imprigionarsi nell’ambiente circostante: obbligare alla comunicazione unicamente scegliendo immagini (che siano 10 o 2000 non importa) è imprigionare la persona in quella determinata scelta.

“Voglio il gelato”, è ciò che viene comunicato alla fine della selezione dei due simboli: e se quella persona, ad esempio, voleva specificare anche il gusto? Magari ne sceglieva uno, il cioccolato, per poi scoprire da sola che quel gusto non piace… Come può comunicarlo se a sua disposizione ci sono solo quei simboli ben definiti? Ecco che viene imprigionata nell’ambiente e non stimolata ad agire, all’interazione con esso e con le variabili che una normale vita ci pone davanti.

Felicitous? Felicitous fa proprio questo, non imprigiona ma insegna.

Con Felicitous è la persona a scegliere, è la persona che comunica, è la persona che impara, anche sbagliando per poi correggersi.

La persona è al centro dei suoi bisogni, scelte e crescita.

Non deve essere il software o il quaderno a dettare la soluzione (come spesso accade con le loro schede didattiche statiche, anche se innumerevoli, e tutte collegate tra loro per creare un dizionario quanto più vasto possibile) o definirla a priori visto che oltre quei simboli stampati a video o su carta non si può andare, con tutto ciò che ne consegue.

Ti facciamo un’altra domanda: e se la persona supportata fosse anche sordo muta, oppure se questa persona fosse anche non vedente o ipovedente? Se, dopo un primo tentativo con i classici simboli non si ottengono risultati? “Non puoi comunicare, spiacenti, perché i simboli sono questi e la metodologia è così definita!” sarebbe questa la risposta corretta? Assolutamente no! Ricordiamoci: comunicazione aumentativa alternativa, non comunicazione limitativa, non comunicazione obbligata, non comunicazione vincolata, non comunicazione accessibile solo se soddisfatti requisiti base!

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