Conoscere la propria azienda - SitSardegna.it

17 Luglio 2019by SitSardegna
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Perché è importante conoscere la propria azienda? Quali prodotti e servizi offre? Di quali risorse si dispone? Che siano economiche, materiali o immateriali come anche la propria forza lavoro?

Può sembrare tanto assurdo quanto impossibile ma, in realtà, molte aziende non conoscono pienamente la propria reale forza e capacità.

Molte aziende si accontentano del minimo sufficiente, atteggiamento che non può che danneggiare la vita e la qualità della stessa azienda.
Molte aziende, in realtà, non conoscono le proprie risorse e capacità, se non quelle strettamente legate al prodotto e servizio offerto allo stato attuale: credono, infatti, che la loro qualità sia dettata unicamente dal fatturato che viene generato a fine anno, grazie agli unici ed attuali servizi o prodotti, trascurando, invece, quella più interessante fetta
che potrebbe generarsi analizzando meglio la propria forza e ciò che, in sostanza, l’azienda potrebbe fare ed offrire.
Molte aziende, aspetto ancor più grave, non conoscono la propria forza lavoro: si limitano al solo pensiero “ora che ti abbiamo assunto, lavora” trascurando tutto ciò che potrebbe portare, sicuramente di positivo, il conoscere pienamente il proprio dipendente o collaboratore.

Si parla, molto spesso, di taglio dei costi: uno dei tanti aspetti che riguardano, sicuramente, il non conoscere la propria azienda.
Non è raro trovare una azienda che arrivi a pensare “tagliamo questi costi” oppure “anzi che acquistare questo prodotto, acquistiamo questo che ci costa nettamente meno” per poi cadere in banalità che, alla lunga, si riveleranno più gravi e, sicuramente, degne di maggiore attenzione di un taglio dei costi pensato unicamente sotto l’aspetto della moneta.

Risparmiare non significa solo ed esclusivamente tagliare costi, specialmente quando, poi, la qualità che ne deriva da questi tagli è oggettivamente inferiore rispetto a quella ottenuta ricorrendo ai prodotti ai quali si è appena rinunciato.
Il risparmiare, altro esempio banalissimo, non lo si ottiene cambiando continuamente organico: al più questa attività porta ad un continuo ed evidente scombussolamento della propria attività aziendale (ogni volta che si assume una nuova persona è necessario formarla, preparata che sia, e questo per permettere alla stessa persona appena assunta di integrarsi nel migliore dei modi in quella che è l’attività dell’azienda ospitante).

Confondere i ruoli, peggio sottovalutare o trascurare la competenza dei propri dipendenti, non porta certamente a conoscere la propria azienda, come invece dovrebbe essere necessario. Capita spesso di trovare in una azienda la persona che crede di sapere tutto e questa sua convinzione la impone al resto del personale: un atteggiamento che sicuramente non può creare stabilità all’interno della azienda.

Capita ancor più spesso di trovare aziende dove la competenza umana viene confusa con l’intelligenza di un computer o di un software (a volte anche sostituita senza alcun oggettivo motivo nè convenienza), trascurando così l’aspetto più evidente: un computer ed un software sono interfacce stupide, che fanno esattamente ciò per cui sono state create, eseguire operazioni scelte dall’uomo. Ben progettata e flessibile che sia, una intelligenza artificiale è comunque limitata dalle ben definite operazioni e funzioni che implementa.
Prova a chiedere al tuo computer di auto-modificarsi per adattarsi alle nuove necessità della tua azienda. Il computer non ti aiuterà se non dopo e grazie ad una persona che, con la sua conoscenza ed intervento, permetterà al computer di rispondere a questa domanda nel modo in cui ci si aspetta.

Altro aspetto che limita, non poco, una azienda: la paura di perdere il controllo!
Aspetto che non riguarda solo i compiti da svolgere nella quotidianità, ma anche quello di perdere il controllo sulle informazioni che giorno per giorno transitano all’interno dell’azienda da persona a persona. Convinzione, spesso fin troppo comune, è quella di voler sapere sempre tutto di tutto e di tutti e di essere convinti di poter gestire un simile carico di informazioni e, conseguente, carico di lavoro. In questi gruppi troviamo il dipendente che si impone sui suoi colleghi sminuendo le loro attività ed importanza, l’amministratore che si trasforma in quella unica persona in grado di poter gestire l’azienda anche licenziando tutti i dipendenti (spesso perché convinta che l’azienda sia lui o lei). In questa paura troviamo la più oggettiva assenza di organizzazione ma la più frequente presenza di disordine.

Sei davvero convinto di conoscere, come si deve, la tua azienda?

Ti sei mai posto questa semplice domanda?

Meglio, hai mai cercato di rispondere a questa domanda guardando la tua azienda non dal ruolo che ricopri al suo interno ma, più oggettivamente e senza vizi, dall’esterno?
I tuoi amici, conoscenti più stretti, sicuramente risponderanno che la tua è una azienda bellissima, molto forte, seria, con cuore, che guarda alla crescita… ma sono pareri che, seppure importanti, risultano comunque viziati, almeno un minimo, dall’essere stati generati dal tuo essere direttamente coinvolto e, molto probabilmente, dall’aver tu stesso dato un primo parere su questo aspetto.

Prova, invece, a rispondere a queste domande:

  1. Perché un potenziale cliente dovrebbe scegliere la tua azienda piuttosto che un tuo diretto o indiretto concorrente?
  2. Cosa, oggettivamente, distingue la tua azienda dagli altri tanto da spingere un potenziale cliente a venire da te?
  3. Scommetteresti tutta la tua azienda rispondendo alla domanda: credi che il tuo cliente sia realmente soddisfatto dei prodotti e servizi che offri?
  4. E’ più importante la qualità o il risparmio?
  5. E’ più importante il tuo parere oppure sei pronto ad ascoltare anche gli altri, magari mettendo in dubbio la veridicità e fondatezza della tua stessa convinzione?
  6. Sai per certo come viene vista la tua azienda all’esterno?
  7. La tua azienda potrebbe andare avanti senza di te? Ti ritieni (lo sei oggettivamente?) come il pilastro portante della tua azienda senza il quale tutto crollerebbe?
  8. Cosa accade quando un tuo dipendente ti chiede ferie?
  9. Cosa accade quando arriva un nuovo ordine inaspettato?
  10. Cosa accade quando nasce un problema?

Cosa vogliamo dirti con ciò?

E’ molto semplice: molte aziende sono delle Ferrari ma, il più delle volte per stessa scelta chi le guida, si muovono come delle lumache!
E’ vero il detto che “Chi va piano va sano e va lontano”, ma ricorda: ci sono sempre i pro e contro all’andare, troppo spesso, molto piano se non anche con il freno a mano tirato!

A te che leggi questo articolo, perché molto probabilmente riconosci delle difficoltà e/o problematiche che abbiamo riepilogato in questo articolo anche nella tua azienda: non fossilizzarti nelle tue convinzioni, perchè spesso queste rimangono tali e nulla di più che tue convinzioni. Non essere sempre convinto di avere tutto sotto controllo nè di poterlo fare! Il sapersi organizzare, conoscere realmente la propria azienda, saper affrontare in tutta tranquillità anche ciò che risulta inaspettato sono aspetti molto importanti, molto più importanti del pensare, prima di ogni cosa, al fatturato! Quest’ultimo è solo la conseguenza di una azienda sana!

La tua azienda è come un insieme di ingranaggi, tutti importanti: togline uno, trascura la manutenzione anche di un solo ingranaggio e molto presto la tua azienda si fermerà o si troverà a dover iniziare ogni volta come se fosse appena nata!

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