Considerando 5, 6, 7, 8 e 9 - GDPR - UE 2016/679

19-07-2018 - 407

Analisi dei considerandi 5, 6, 7, 8 e 9 del GDPR. Cosa ha causato la nascita del GDPR? Reale caos o cosa è capitato?

(5) L'integrazione economica e sociale conseguente al funzionamento del mercato interno ha condotto a un considerevole aumento dei flussi transfrontalieri di dati personali e quindi anche dei dati personali scambiati, in tutta l'Unione, tra attori pubblici e privati, comprese persone fisiche, associazioni e imprese. Il diritto dell'Unione impone alle autorità nazionali degli Stati membri di cooperare e scambiarsi dati personali per essere in grado di svolgere le rispettive funzioni o eseguire compiti per conto di un'autorità di un altro Stato membro.

(6) La rapidità dell'evoluzione tecnologica e la globalizzazione comportano nuove sfide per la protezione dei dati personali. La portata della condivisione e della raccolta di dati personali è aumentata in modo significativo. La tecnologia attuale consente tanto alle imprese private quanto alle autorità pubbliche di utilizzare dati personali, come mai in precedenza, nello svolgimento delle loro attività. Sempre più spesso, le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni personali che li riguardano. La tecnologia ha trasformato l'economia e le relazioni sociali e dovrebbe facilitare ancora di più la libera circolazione dei dati personali all'interno dell'Unione e il loro trasferimento verso paesi terzi e organizzazioni internazionali, garantendo al tempo stesso un elevato livello di protezione dei dati personali.

(7) Tale evoluzione richiede un quadro più solido e coerente in materia di protezione dei dati nell'Unione, affiancato da efficaci misure di attuazione, data l'importanza di creare il clima di fiducia che consentirà lo sviluppo dell'economia digitale in tutto il mercato interno. È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati personali che li riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.

(8) Ove il presente regolamento preveda specificazioni o limitazioni delle sue norme ad opera del diritto degli Stati membri, gli Stati membri possono, nella misura necessaria per la coerenza e per rendere le disposizioni nazionali comprensibili alle persone cui si applicano, integrare elementi del presente regolamento nel proprio diritto nazionale.

(9) Sebbene i suoi obiettivi e principi rimangano tuttora validi, la direttiva 95/46/CE non ha impedito la frammentazione dell'applicazione della protezione dei dati personali nel territorio dell'Unione, né ha eliminato l'incertezza giuridica o la percezione, largamente diffusa nel pubblico, che in particolare le operazioni online comportino rischi per la protezione delle persone fisiche. La compresenza di diversi livelli di protezione dei diritti e delle libertà delle persone fisiche, in particolare del diritto alla protezione dei dati personali, con riguardo al trattamento di tali dati negli Stati membri può ostacolare la libera circolazione dei dati personali all'interno dell'Unione. Tali differenze possono pertanto costituire un freno all'esercizio delle attività economiche su scala dell'Unione, falsare la concorrenza e impedire alle autorità nazionali di adempiere agli obblighi loro derivanti dal diritto dell'Unione. Tale divario creatosi nei livelli di protezione è dovuto alle divergenze nell'attuare e applicare la direttiva 95/46/CE.

Il GDPR nasce proprio a seguito di una più che evidente crescita smisurata della mole di dati che transitano tramite vari canali di comunicazione. Il suo obbiettivo è proprio quello di regolare la diffusione di informazioni e, come parla il GDPR, del loro trattamento.

Questo scopo lo si vuole raggiungere con misure più efficaci, sicuramente, e coerenti, si tenta vista anche l’estrema velocità con cui anche solo internet si evolve, con quelli che oggi sono i modi e mezzi utilizzati e che impattano proprio sul dato personale.

Può sembrare scontato pensare che questo regolamento possa riguardare solo il canale internet, il digitale e quei mezzi tecnologici oggi utilizzati dai più, in realtà il GDPR non regola solo internet (che sicuramente riceve molte attenzioni specialmente dopo gli ultimi scandali noti ai più attenti in tema di protezione dati personali e privacy) ma tutte quelle forme e modalità che riguardano il trattamento dei dati personali e c.d. particolari, consensi e diritti vari.

Il GDPR si auto riconosce, però, dei limiti e difficoltà nel trovare un unico filo conduttore: lascia agli stati Membri, infatti, la possibilità di integrare elementi in questo regolamento nel rispettivo diritto nazionale (ciò dovrebbe essere attuato nella misura necessaria per la coerenza e per rendere le disposizioni nazionali comprensibili alle persone cui si applicano).

C'è un ultimo aspetto che risulta sicuramente interessante, non poco: il GDPR riconosce un elevato caos cresciuto nel tempo. Caos sotto vari aspetti: applicazione della protezione dei dati, incertezze giuridiche ed errate percezioni, dei più, che spingono a crede che online si è più al sicuro perché, magari, dietro uno schermo. In realtà è proprio online che si è meno tutelati (vedasi ad esempio tutte la pubblicità che, con brutale forza, il singolo internauta visualizza nelle pagine web e, questa, sempre più in linea al suo profilo personale - ma come sarà mai possibile? - oppure tutte quelle tecniche utilizzate per veicolare e "controllare" le scelte del singolo).

Lato web, volendoci concentrare solo sull'aspetto che riguarda internet... chiediamo a te che leggi questo articolo, queste analisi perché, molto probabilmente, interessato a vederci più chiaro (forse per il tuo sito internet e forse per la tua pagina facebook): sei sicuro che tutto il polverone che hai o hanno alzato intorno a te per la tua specifica situazione sia realmente necessario per fare "pulizia"? Siamo sicuri che ciò che tu chiedi ai tuoi ospiti sia realmente necessario per il tuo fine? Siamo sicuri, per riassumere, che la tua organizzazione sia ottimizzata a dovere (cosa che ti porterebbe poi a trascorrere giornate più tranquille anche tutelando l'interesse e diritti altrui)?

Questo caos riconosciuto dal GDPR è proprio generato da tutto ciò: usare qualcosa e non sapere perché, credere ad un parere e non aver verificato la fonte ma aver fatto ciò che quella fonte ha riferito.

Chi sbaglia? Il GDPR oppure la collettività che ha scatenato in simile caos?

GDPR: siti internet e software

Dal primo considerando all'ultimo articolo di questa regolamentazione europea, la UE 2016/679: analisi utili e comprensione sotto l'aspetto che riguarda il web.

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