Ogliastra, polo tecnologico europeo d’eccellenza

15-11-2021 - 286

Escluse pochissime realtà che, del settore tecnologico, ne fanno il loro core business il popolo sardo , sicuramente, non è ricordato per la sua propensione allo sfruttamento delle tecnologie, tantomeno ad un incentivare il loro utilizzo.

Escluse pochissime realtà che, del settore tecnologico, ne fanno il loro core business (la loro principale attività) il popolo sardo (da una parte anche l’Italia intera rispetto ad altre parti del mondo), sicuramente, non è ricordato per la sua propensione allo sfruttamento delle tecnologie, tantomeno ad un incentivare il loro utilizzo.

La storia umana della Sardegna inizia nella preistoria, si sviluppa poi nella civiltà nuragica (nell’età del bronzo medio) passando poi all’età antica e poi al medioevo fino ad arrivare alla Sardegna moderna e contemporanea.

Nel 2016 ci fu un accenno di apertura alle tecnologie sicuramente più avanzate: in particolare si iniziò ad associare la Sardegna ai viaggi nello spazio dove, precisamente a Decimomannu, venne identificata la migliore “area di decollo”.

Un contratto che, ai tempi, vedeva Altec (società della Thales Alenia Space e Asi)e Virgin Galatic Llc del magnate Richard Branson dell’americano Gruppo Virgin.
I due valutarono l’opportunità di trasformare la base militare in uno spazioporto italiano per eseguire voli sperimentali suborbitali, addestramento astronauti e piloti e per scopi didattici e turismo (sempre spaziale) sfruttando i velivoli della Virgin Galatic.

Oggi rimane la base militare che tutti conosciamo ed un luogo dove vengono addestrati piloti: i Sardi sono ancora lontani dal potersi affacciare dalla finestra di casa loro e vedere qualche velivolo decollare verso lo spazio suborbitale o, nel futuro, ancor più lontano. A Perdasdefogu, invece, si è fatto un passo più importante.

Lo Space Propulsion Test Facility, o SPTF, ha scelto la Sardegna per il banco di test dei propulsori e motori a propellente liquido (i motori LRE).
Venne annunciato all’inizio del 2020 da Avio e, proprio qualche giorno fa (precisamente il 5 ottobre), fu inaugurato quest’area all’interno del Poligono sperimentale di addestramento interforze di Salto di Quirra.

L’area sarà destinata ai test per lo sviluppo e qualificazione dei razzi alimentati con liquidi criogenici affiancando l’altra attività di ingegneria, sempre in terra sarda, ma svolta a Villaputzu. 

Il progetto è anche quello di creare un’area dove poter creare fabbricare componenti in carbon-carbon (necessari per arrivare alla creazione dei futuri motori basati in strutture in composito (un materiale eterogeneo composto da proprietà fisiche differenti e la cui caratteristica finale è superiore alle singole caratteristiche di ogni fase che lo compone: come ad esempio la fibra di carbonio o il legno. Anche il legno è uno degli elementi naturale, sicuramente non adatto ad un motore di un velivolo aerospaziale, facente parte del gruppo dei compositi).

Questo progetto, finanziato da Avio in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico italiano e la Regione Sardegna per un costo totale che supera i 30 milioni di euro, vedrà un programma che, per i primi tre anni, darà lavoro a diverse figure (si spera anche eccellenze sarde del settore).
 

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