I robot sono già in mezzo a noi.

15-08-2021 - 634

Le nuove generazioni già ne sono quasi abituate al tema, ma i più grandi non avrebbero mai immaginato che la serie televisiva Supercar, la famosa KITT...

Le nuove generazioni già ne sono quasi abituate al tema, ma i più grandi non avrebbero mai immaginato che la serie televisiva Supercar, la famosa KITT, i film Terminator o Robocop ed i più moderni, in fatto di effetti speciali e tecnologie utilizzate, come Io-Robot, Ex-machina potessero trasformarsi in realtà.


Auto che guidano, parcheggiano o frenano in modo autonomo, robot militari come Guardbot o Dogo, intelligenze artificiali della forma di una formica o le famose “emotion butterfly” (delle farfalle giganti superleggere: 33g e apertura alare di 50cm) fino ad arrivare agli umanoidi come Icub, costruito all’istituto italiano di tecnologia di Genova.


Oggi i robot vengono usati per supportare in moltissime attività quotidiane: dal fare la solita spesa quotidiana al dialogo ed intrattenimento personale, dalla cucina alle pulizie domestiche, dalle attività ludiche a quelle didattico/formative.


Sarà difficile fare cambiare opinione ai nostri nonni o genitori più avanti con l’età, loro continueranno ad affermare <<e lasciami perdere!>>, ma questa è la realtà e ciò che ci riserva la quotidianità del futuro: essere circondati da robot.


I robot non sono solo macchine, un insieme di schede elettroniche, pistoni, sensori, cavi elettrici, plastica e leghe più o meno leggere: possono diventare qualsiasi cosa l’uomo possa desiderare, anche trasformarsi in stile Transformers per poi impugnare un’arma (se con finalità ed impiego militare).


I robot (della classe dei cobot) possono e sostituiscono l’essere umano in quelle azioni e situazioni più pericolose come ad esempio strutture danneggiate, ambienti saturi di monossido di carbonio o altri gas che metterebbero fuori gioco qualsiasi uomo in pochissimo tempo, cisterne industriali, cunicoli di miniere e così via senza limitarsi al percorrerle ma creando anche vere e proprie mappe automatiche aggiornandosi in automatico incontrando ostacoli che non permettono di procedere in avanti.


Esistono anche creazioni, frutto dell’ingegno e di moltissimi studi, come HyQReal, un robot quadrupede che possiede la forza sufficiente per spostare un aereo passeggeri e camminare su terrei accidentati o caratterizzati da grandi pendenze.


Oppure Alma, il cane-robot che arriva dalla Svizzera e si occupa di sollevare rifiuti e gettarli nelle isole destinate alla loro raccolta.


Ma esistono già anche robot terapisti studiati proprio per facilitare l’esame e analisi in presenza di patologie come l’autismo o altre disabilità intellettive associate.


Robot che non si limitano a registrare ciò che accade nell’ambiente circostante e trasmetterlo in un monitor permettendo anche una analisi a posteriori, ma che arrivano ad interagire direttamente con le persone coinvolgendole molto più di quanto già si riesce a fare con un’App.


Tecnologie che spingeranno sempre più allo stare a casa e, forse usandoli con coscienza, potranno alleggerire il carico di lavoro dell’uomo permettendogli, magari, di dedicarsi maggiormente alla propria famiglia.


Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Medio Campidano, rubrica "L'informatico suggerisce" di Giovanni Angelo Pinna.

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