Terza età: rivivere grazie alla tecnologia

30-06-2021 - 1025

Parli con un parente anziano pronunciando termini moderni e ti senti rispondere “cosa è questa cosa?

A chi non è mai capitato? Parli con un parente anziano pronunciando termini moderni e ti senti rispondere “cosa è questa cosa? Io alla tua età andavo a zappare per divertirmi! Ma lasciami perdere!”


Si tratta di una risposta quasi normale fino a che anche quelle persona non “assaggia la tecnologia” domandandosi “ma perché non ci ho pensato prima?”


Capita spesso che un rifiuto iniziale, nella convinzione di essere una qualche invenzione del demonio, si trasformi in una occasione per non rinunciare a scoprire, a vivere e socializzare anche in questi tempi nei quali la tecnologia sta spingendo sempre più verso l’uso di nuove forme di comunicazione. 


Computer, Internet, Facebook, TikTok, Instagram, Selfie, Web Radio e Tv, Streaming, YouTube, WhatsApp per non parlare delle altre App.


L’offerta è vastissima: dalle visite ad un museo virtuale, anche sfruttando la realtà virtuale, al semplice ascoltare la radio dal proprio smartphone. Rimanere in contatto con amici di vecchia data anche lontani centinaia di chilometri fino a poter salutare tutti i giorni la propria nipotina o nipotino appena nati semplicemente stando comodi sul proprio divano oppure, per le persone più trasgressive, aprire un canale su TikTok e, nulla di strano come già capitato ad un nonnino moderno, diventare un famoso TikToker che registra decine di migliaia di visualizzazioni per ogni suo video pubblicato… per non parlare delle sue dirette in Live!


Oltre il rimanere connessi, l’essere sempre informati anche oltre quanto riferito nei Tg (che non possono venire a mancare per un anziano), non è possibile non pensare all’aspetto supporto ed assistenza: poter richiedere aiuto, di qualunque tipo, con un semplice “Tap” (tocco) di una immagine in un display è l’esempio più basilare (senza dover scrivere numeri, cercare fra la rubrica ecc).


Ma vi sono altri aspetti positivi del “lasciarsi andare alla tecnologia”: mantiene viva ed attiva la memoria (anche grazie alle tante App di svago oggi disponibili) rallentando gli effetti delle forme più lievi di declino cognitivo; permette di prenotare prestazioni e servizi senza doversi spostare da casa, anche quando figli o nipoti non sono disponibili per altri impegni; permette di sviluppare nuove competenze e capacità, scoprire nuovi interessi e, perché no, tramandare proprie conoscenze e raccontare esperienze anche confrontandosi con sconosciuti sui social; riduce la noia ed il senso di isolamento che spesso colpisce questo ceto sociale.


Ma non solo: si pensi anche a tutta quella tecnologia quale facilitazione delle normali attività domestiche! Dai box doccia o vasche con risparmio e facilitazione dei movimenti fino a quelle attività più “pericolose” che è possibile fare svolgere ad una macchina anzi che dall’uomo.


Spesso l’anziano è spinto a pensare “ma così mi stai facendo sentire inutile”, in realtà è l’opposto: la tecnologia può fare sentire più vivi.


Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Medio Campidano, rubrica "L'informatico suggerisce" di Giovanni Angelo Pinna.

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